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La
Casa Delle Risposte Perdute
Alcuni dicono che
la realtà è troppo complessa per la
trasmissione orale. Altri affermano, come Mallarmè, che "il
mondo esiste per approdare a un libro". Altri ancora, come l'eroe
di Elias Canetti, il sinologo professor Kien, immaginano una totale
coincidenza tra il mondo reale e la rappresentazione fantastica che,
del mondo, può esserci offerta dalla somma delle parole, delle
pagine, dei libri contenuti in una possibile, sterminata biblioteca
. La stessa confusione tra realtà e letteratura che, a suo tempo,
aveva mosso e, contemporaneamente vanificato nella follia, le famosissime
imprese di Don Chisciotte.
Quando avevo circa dieci anni, mio zio Giovanni, professore di francese,
mi condusse per la prima volta in una biblioteca. Era la Biblioteca
Avallone di Cava dei Tirreni. Non era gigantesca. Poche migliaia di
volumi occupavano gli scaffali costruiti nel periodo tra le due guerre
e a me, quei libri, sembrarono subito consumati più dal tempo
e dalla polvere che non dall'uso dei pochi e come imbambolati frequentatori.
Mio zio disse "Vedi? quì c'è tutto quello che dobbiamo
sapere. Se la maestra ti interroga e tu hai perduto le risposte e fai
scena muta, non preoccuparti più di tanto.Tutte le risposte
che ti servono sono in questi libri, in qualsiasi momento, nella tua
vita, potrai venire a riprendertele".
Ero troppo piccola per capire l'importanza di queste parole. Malgrado
ciò ne ho conservato per anni la memoria. Il tempo, la musica
e una recente conversazione sull'argomento avuta con il mio amico,
compositore e poeta di Osaka, Yakiro 'Oshima, hanno contribuito a mettere
una specie di punto sulla questione: la vita, e la sua sperimentazione
quotidiana, è l'unica fornitrice possibile di materiali originali
per la nostra conoscenza; i libri e la letteratura dei secoli, invece,
forniscono le risposte ai mille interrogativi di fronte ai quali la
scoperta di questi materiali continuamente ci pone.
Per questo immagino che la vita delle nostre città, sarebbe
più indistricabile e oscura, ancora più faticosa ed ostile,
se non ci fosse da qualche parte, a vegliare silenziosa sulle nostre
passioni, una biblioteca. Un luogo prodigioso dove gli anni si fermano,
dove la complessa trama delle vicende umane viene riassunta in un capoverso,
dove possiamo tornare a riprenderci , in caso di necessità,
tutte le risposte perdute.
TERESA DE SIO
Pubblicato dalla
Provincia di Milano insieme ad altri saggi sul tema "Le
Biblioteche"
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